Nato con l’obiettivo di offrire uno sguardo a 360° sul sistema dell’arte e della creatività contemporanea, il festival, a cura di Chiara Canali e Camilla Mineo, ha costruito negli anni un modello virtuoso di valorizzazione capillare del territorio, portando a Parma un ricco palinsesto di mostre, eventi, incontri, performance e attività formative capaci di intrecciare ricerca artistica, divulgazione e partecipazione.
Dal 2016 al 2025, nove edizioni hanno dato vita a 22 location, 70 mostre ufficiali e coinvolto oltre 200 artisti, trasformando la città in un laboratorio diffuso di sperimentazione e dialogo. Musei e spazi urbani hanno rivissuto attraverso progetti di pittura, fotografia, arte digitale, scultura e installazione, alternati a concerti, concorsi e workshop, coinvolgendo alcuni tra i nomi più rilevanti dell’arte contemporanea (da Michelangelo Pistoletto alla Cracking Art, da Studio Azzurro a Edoardo Tresoldi) e della fotografia italiana (Franco Fontana, Mario Giacomelli, Gabriele Basilico e Nino Migliori) ponendo al centro anche la creatività emergente.
Alla base della progettualità di PARMA 360 vi sono i concetti di rigenerazione urbana e rifunzionalizzazione degli spazi cittadini: un vero e proprio museo diffuso che ha saputo mettere in rete e promuovere il patrimonio artistico e architettonico esistente, valorizzando luoghi talvolta poco conosciuti o frequentati, come l’Antica Farmacia di San Filippo Neri, l’Oratorio di San Tiburzio, l’Ospedale Vecchio, il Ponte Europa (Ponte Nord), l’area dell’ex SCEDEP, la Stazione di Parma e il Torrione Visconteo. Un percorso che ha favorito un coinvolgimento attivo della cittadinanza e l’ampliamento costante del pubblico, con particolare attenzione alle nuove generazioni e alle famiglie.
Promosso dalle associazioni culturali 360° Creativity Events ed Art Company, PARMA 360 Festival ha ricevuto il contributo del Comune di Parma, della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione Cariparma, a cui si aggiungono un’ampia rete di partner pubblici e privati.
Per il suo decennale, il festival sceglie come tema LUX. In un mondo saturo di immagini, «LUX. Visioni sulla Luce» diventa un invito a riscoprire la luce come linguaggio universale, materia viva e mezzo espressivo. La luce abita gli spazi urbani e museali con installazioni, performance e opere che interrogano il confine tra reale e percepito, tra energia e forma, costruendo una narrazione collettiva sull’uso della luce nell’arte contemporanea. Il pubblico non sarà semplice spettatore, ma parte integrante di un viaggio sensoriale che restituisce alla luce la sua dimensione esperienziale e relazionale.