Spettacoli e teatro / 16.10.26

La grazia del possibile

Il 25 ottobre inaugura la nuova stagione di Teatro delle Briciole. Tra prosa, danza, teatro per le famiglie e stand up comedy: un percorso tra linguaggi e generazioni che invita a esplorare nuove prospettive e possibilità di incontro.
La grazia del possibile_Teatro delle Briciole 2026-27

Il possibile è una storia che modifica il nostro sguardo, una risata che incrina una certezza, un’esperienza da condividere fra generazioni. È a questa apertura che Solares Fondazione delle Arti – Teatro delle Briciole dedica la stagione 2026/2027, La grazia del possibile, ideata sotto la direzione artistica di Alessandro Gallo. Dal 25 ottobre al 1° giugno 2027, il programma intreccia scritture contemporanee, riletture dei classici, ricerca coreografica, teatro di figura e nuove voci della comicità.

Dopo La grazia del disordine, la nuova stagione prosegue il percorso di trasformazione del teatro interrogando ciò che può nascere quando gli equilibri cambiano. Il possibile diventa una pratica dello sguardo: riconoscere che la realtà può essere raccontata da prospettive diverse, lasciare spazio alle domande, accogliere linguaggi e sensibilità capaci di metterci in discussione. La vocazione multidisciplinare della Fondazione si sviluppa così nel dialogo con la sua storia dedicata all’infanzia e alle nuove generazioni, ampliando le occasioni di incontro con il pubblico adulto.

La prosa esplora le responsabilità individuali e collettive, i rapporti di potere, la memoria e le trasformazioni dei corpi. Il possibile da condividere, dedicato alle famiglie, mette al centro il tempo vissuto insieme e il valore dell’immaginazione. Il possibile da dissacrare affida alla stand up comedy il compito di attraversare le contraddizioni del presente con libertà e ironia. A queste prospettive si lega la programmazione scolastica, nella quale l’esperienza teatrale diventa occasione di ascolto, scoperta e formazione del pensiero critico.

A tenere insieme i percorsi sono anche i rimandi fra gli spettacoli: le migrazioni raccontate agli adulti e ai bambini, gli stereotipi che condizionano la crescita e la vita quotidiana, la possibilità di riconoscersi in un corpo che cambia o in un desiderio inatteso. Ogni linguaggio conserva la propria autonomia, contribuendo a un progetto nel quale generazioni diverse possono incontrarsi attorno alle stesse domande.

PROSA

Scritture contemporanee e nuovi sguardi sul presente

Ad aprire il cartellone, il 25 ottobre 2026, è Alda Merini. All’Amore non si resiste, una produzione Artemis Danza in coproduzione Solares Fondazione delle Arti. Corpi, voce e danza attraversano l’universo di Alda Merini, trasformando fragilità, memoria e desiderio in un omaggio alla poesia e alla resistenza. Il 30 ottobre in scena Tre liriche di Eat the catfish, con drammaturgia e regia di Jacopo Neri: un’indagine sul legame fra amore e paura che mescola parola poetica, musica e ricerca vocale.

Il 12, 13, 16, 17 e 18 novembre Paolo Agrati porta in scena Postumi da poesia. Storie straordinarie di scrittori normali, produzione della Fondazione che restituisce ai poeti le loro fragilità e contraddizioni, oltre l’immagine idealizzata dell’autore.

La relazione fra poesia, musica e vita attraversa anche Non solo pane, l’11 dicembre: Luca Oldani, con Davide Barbafiera alle musiche e ai video dal vivo, racconta Alberto Dubito e il suo universo di rap, immagini e ribellione al conformismo. Il 14 dicembre, Il re dei ciarlatani riunisce Elena Pau, Alessandro Nidi, Jacopo Fo ed Enrico de Angelis attorno alle canzoni di Dario Fo, tra satira, teatro civile e memoria musicale.

Dal 17 al 19 dicembre Anna Piscopo e Piero Lanzellotti sono protagonisti di Che fine hanno fatto i punkabbestia?, scritto e diretto da Piscopo e coprodotto da BAM teatro e Solares: uno sguardo ironico sui millennial, il lavoro e la crisi delle aspettative. Il 20 dicembre, alle 18.30, Muta Imago presenta Il viale del tramonto. Iaia Forte, Massimo Verdastro e Giovanni Onorato attraversano, sotto la regia di Claudia Sorace, un confronto fra generazioni artistiche, memoria e desiderio di resistere al tempo.

Il nuovo anno si apre il 12 gennaio 2027 con Le volpi di Lucia Franchi e Luca Ricci, diretto da Ricci: una conversazione domestica svela i meccanismi del potere e la normalità con cui si distribuiscono favori e privilegi. Il 22 gennaio Emanuele Aldrovandi rovescia la prospettiva sulle migrazioni con Scusate se non siamo morti in mare, immaginando un’Europa dalla quale si parte clandestinamente alla ricerca di una vita migliore. Il 27 gennaio Nuda preghiera di Emilio Rentocchini, con Angela Malfitano e Paolo Musio e la regia di Michelangelo Campanale, affida al dialogo fra due persone la domanda su come dire l’amore e la vita.

Il 5 febbraio I Sacchi di Sabbia rileggono Troilo e Cressida attraverso i codici dello sport agonistico, facendo emergere l’assurdità della guerra e delle rivalità. Il 7 febbraio Davide Enia porta Autoritratto, con le musiche di Giulio Barocchieri: un racconto intimo e collettivo sull’impatto di Cosa Nostra, sulle rimozioni e sulle ferite di una comunità. Il 26 febbraio Miserella del Teatro dell’Argine, diretto da Micaela Casalboni, mette al centro quattro attrici e il rapporto con un corpo che cambia, tra ironia, inquietudine e ricerca di un nuovo equilibrio.

L’8 marzo E fattela una risata, liberamente ispirato a Stai zitta di Michela Murgia, con Matilde Savorosi e Veronica Stecchetti e la regia di Andrea de Robbio, smonta i pregiudizi nascosti nel linguaggio quotidiano.
Il 12 marzo Don Q, produzione Solares scritta da Christian Poli, con Andrea Santonastaso, la regia di Michele Mellara e Alessandro Rossi e le musiche di Paolo Fresu e dei musicisti di Tuk Music, trasporta Don Chisciotte nel presente, fra pressione sociale, smarrimento e immaginazione.

Il desiderio di sottrarsi a un destino imposto anima La difficilissima storia della vita di Ciccio Speranza, il 17 marzo, testo di Alberto Fumagalli diretto con Ludovica D’Auria. Il 20 marzo Luigi D’Elia racconta Caravaggio di chiaro e di oscuro, scritto da Francesco Niccolini e diretto da Enzo Vetrano e Stefano Randisi. Il 24 e 25 marzo Antonio Bannò è protagonista di La firma, testo e regia di Valerio Vestoso: la surreale iniziativa giudiziaria di un testimone di nozze apre una riflessione sui legami, sulle promesse e sul bisogno di trattenerli.

Il 3 aprile Ballata per la Katër i Radës di Giorgia Salicandro, per la regia di Tonio De Nitto, intreccia cronaca e leggenda attorno al naufragio del 1997, con Sara Bevilacqua, Riccardo Lanzarone, la musica dal vivo di Redi Hasa e un coro albanese. Il 9 e 10 aprile Motus presenta Frankenstein (History of Hate), ideazione e regia di Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande: un incontro fra cinema e performance che interroga l’esclusione e la costruzione dell’odio.

Il 22 e 23 aprile la danza di Luna Cenere con Àgape | The Cosmic Ballroom, coprodotto dalla Fondazione, apre uno spazio di ascolto fra i corpi di Ilaria Quaglia e Davide Tagliavini, il suono dal vivo di Renato Grieco e un ambiente scenico in trasformazione. Il 25 aprile GOTT MIT UNS, ideazione e regia di Riccardo Lanzarone e produzione Solares, conclude il percorso di prosa nel segno della memoria antifascista, dando vita sulla scena all’universo pittorico di Renato Guttuso.

Gli spettacoli di prosa iniziano alle ore 21.

 

FAMIGLIE

Il possibile da condividere

Dal 1° novembre 2026 all’11 aprile 2027, il programma dedicato alle famiglie invita bambini e adulti a vivere insieme il teatro. Coraggio, amicizia, natura e libertà di essere sé stessi attraversano storie che si esprimono attraverso narrazione, danza, musica, figure animate e immagini. Gli appuntamenti domenicali si affiancano a quelli di sabato 7 novembre e della festività dell’8 dicembre.

L’apertura, il 1° novembre, è affidata a Michele Cafaggi con Sono solo. Sono solo bolle di sapone, tra comicità senza parole e meraviglia. L’8 novembre Prendere il volo di Drogheria Rebelot racconta la cura attraverso l’incontro fra una giovane artista e gli uccelli. Il 22 novembre Mai più giù. Storia di Bartolomeo e del suo albero, progetto di Illoco Teatro prodotto da Solares, intreccia miniature, manipolazione e video dal vivo nell’immaginario di Italo Calvino, chiude il mese di novembre Gianna che viveva in una bolla, con Silvia Grande, progetto vincitore del bando di BUGS, habitat multidisciplinari per il teatro ragazzi, 2024.

L’8 dicembre AiAiAi Pinocchio! di Gruppo Ibrido, produzione Compagnia Artemis Danza, rilegge Collodi attraverso danza, robotica e intelligenza artificiale. Il 13 dicembre Silvia Scotti porta Yakouba e il leone, una storia in cui il coraggio passa dalla scelta di risparmiare una vita. Il 20 dicembre Il dolce Natale di ArteVOX Teatro accompagna il pubblico nelle atmosfere e nelle leggende delle feste.

Il 17 gennaio 2027 Pìnolo di Laura Nardinocchi e Niccolò Matcovich affronta stereotipi e libertà di scegliere; il 24 gennaio Dàula, al di là del mare di Principio Attivo Teatro accoglie anche i più piccoli, dai due anni, in un paesaggio di voci, canti e materiali da scoprire. Il 31 gennaio Papero Alfredo, di Simone Guerro e Daria Paoletta, porta nella baracca dei burattini il confronto fra generazioni, rap e desiderio di autonomia.

Il 14 febbraio Trecento rane di carta di Benedetta Pigoni, per la regia di Martina Ponzinibio, intreccia fiaba e migrazione nel viaggio di un bambino dalla Romania a Milano per raggiungere la madre. Il testo ha ricevuto il Premio Riccione alla Drammaturgia per le Nuove Generazioni 2025. Il 21 febbraio Hamelin di Factory compagnia transadriatica, con Fabio Tinella e la regia di Tonio De Nitto, offre ad adulti e bambini punti di vista diversi sulla storia del pifferaio. Il 28 febbraio L’arte di volare di Gruppo Ibrido, produzione Compagnia Artemis Danza, mette in relazione la vicenda di Amelia Earhart con il desiderio di libertà di un giovane in un mondo autoritario.

Il 14 marzo L’erba del vicino di Teatrodistinto trasforma due giardini confinanti in una riflessione danzata sul conflitto e sull’incontro. Il 21 marzo Nico cerca un amico del Baule Volante racconta la ricerca di un’amicizia oltre la somiglianza. Il 4 aprile Claudio Milani, con Voci, invita a trovare il coraggio di esprimersi. Chiude il percorso, l’11 aprile, Cosa sognano le galline?, con Marianna Pruccoli e Carolina Cangini e la drammaturgia di Azzurra D’Agostino: un universo buffo e poetico nel quale interrogare identità, educazione e possibilità di crescere.

Gli spettacoli per le famiglie iniziano alle 16.30, con l’eccezione di Hamelin, previsto alle 15.30 e alle 18.

 

SCUOLA

Il teatro come spazio di immaginazione e conoscenza

Il rapporto con la scuola partecipa allo stesso sguardo artistico. Il teatro offre a bambini e ragazzi un’esperienza nella quale emozione e conoscenza si alimentano reciprocamente: osservare una storia, ascoltare un linguaggio inatteso, riconoscere il punto di vista di un’altra persona. La dimensione collettiva della visione può proseguire nel confronto in classe, lasciando spazio alle domande e alle interpretazioni degli studenti.

In questo orizzonte, immaginare significa esercitare la possibilità di pensare ciò che ancora non c’è e di interrogare ciò che sembra già stabilito. Il legame fra ricerca artistica e responsabilità educativa trova nella scuola un interlocutore essenziale, con cui coltivare l’abitudine all’ascolto e la libertà del pensiero.

 

STAND UP COMEDY

Il possibile da dissacrare

Sette appuntamenti, dal 21 novembre 2026 al 1° giugno 2027, danno spazio ad autrici e autori che trasformano disagio, fragilità e contraddizioni in materia comica. Il possibile da dissacrare attraversa le abitudini generazionali, il senso di inadeguatezza e i cortocircuiti dell’attualità, facendo della risata un’occasione di riconoscimento e di confronto.

Il 21 novembre Matteo Fallica apre con Troppo noi. Il 30 gennaio 2027 Angelo Amaro porta Sempre peggio, un racconto senza consolazioni di fallimenti e tentativi di trovare una strada. Il 27 febbraio Yoko Yamada presenta Stellina scintillina, attraversando con ironia gli interrogativi scomodi del presente e il rapporto con i propri riferimenti culturali.

Il 30 aprile Chiara Pagliaccia presenta La Rabbia, tenendo insieme esperienze personali, mondo LGBT+, lutto e senso di inadeguatezza. Il 15 maggio Serena Bongiovanni porta Foramalocchiu, un viaggio fra imbarazzo, superstizione e rivincita della sfortuna. Il 1° giugno chiude Davide Calgaro, con lo spettacolo Gazpacho.

Tutti gli appuntamenti della rassegna, prodotti da For Laughs’ Sake, iniziano alle 21.

 

BIGLIETTERIA

La biglietteria del Teatro al Parco è aperta dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 14:00 e un’ora prima dell’inizio degli spettacoli. Giovedì chiuso.

I biglietti sono acquistabili dal 16 ottobre online su: www.vivaticket.com/it/buy-ticket/solares

INFO BIGLIETTI

SERALE

Intero: 20€
Ridotto: 16€ (Over 65)
Ridotto: 6€ (studenti – studenti UNIPR e Carta Nazionale)
Ridotto Dipendenti comunali: 8€
Argento Vivo: 8€
Operatori: 1€
Abbonamento Cral 6 ingressi: 60€
Abbonamento 6 ingressi: 70€

BIGLIETTI PROVE APERTE

Unico: 1€

FAMIGLIE

Bambini: 5€
Adulti: 6€
Operatori: 1€

ABBONAMENTI

Abbonamento 6 ingressi: 30€
Abbonamento 10 ingressi: 50€

INFO E CONTATTI

comunicazione@solaresdellearti.it
biglietteriabriciole@solaresdellearti.it
0521 992044
 www.solaresdellearti.it