cultura


I linguaggi espressivi dell’essere umano protetico del Futurismo

Venerdì 30 gennaio, alle ore 17.30 a Palazzo del Governatore, appuntamento con il linguista e glottologo Diego Poli, nell'ambito del ciclo di incontri collaterali alla mostra “Giacomo Balla. Un universo di luce”.
Diego Poli
Quando
Dal 30 gennaio 2026 ore 17:30 al 30 gennaio 2026 ore 18:30
Fa parte di
Nell'ambito di Giacomo Balla. Un universo di luce

È in programma venerdì 30 gennaio 2026 alle ore 17.30, presso l’Auditorium “Carlo Mattioli” di Palazzo del Governatore, l’incontro “I linguaggi espressivi dell’essere umano protetico del Futurismo” con Diego Poli, già professore ordinario, oggi Emerito, di Glottologia e linguistica presso l’Università di Macerata, che dialogherà con il linguista Davide Astori dell'Università di Parma, Marcello Poletti (Rotaract E-club ‘homaranismo Mitridate Distretto 2072 Italia’), Vanni Di Stefano (Gruppo ‘Mitridate’). A moderare la conferenza sarà il linguista Domenico Giuseppe Muscianisi dell' Università di Parma.

L’appuntamento, ad ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili, è organizzato dall’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Parma in collaborazione con l’Università di Parma - nello specifico degli insegnamenti di Linguistica generale del Dipartimento DUSIC - e il Rotaract e-Club 'Homaranismo Mitridate Distretto 2072', nell’ambito del ciclo di incontri collaterali alla mostra "Giacomo Balla. Un universo di luce" ospitata a Palazzo del Governatore di Parma.

La conferenza inviterà il pubblico a pensare al Futurismo come un ponte gettato tra i diversi linguaggi espressivi che percorrono l’Italia e l’Europa, quale presupposto critico fondato dal punto di vista storico-culturale, e insieme quale modalità interpretativa più adatta a restituire la fisionomia di questo movimento nella sua densità, complessità e articolazione. Nella confluenza interattiva nell’arte, il Futurismo ci ha condotti a percepire la sinestesia del segno linguistico-interpretativo indagato nelle sempre più relative dimensioni “del tempo” e “dello spazio”, ovvero letteratura, lingua, teatro, musica, matematica, pittura, scultura, architettura, teatro, cinematografia, accanto alle, non meno importanti, molteplici esperienze applicative che rappresentano l’elemento di più spiccata modernità del Futurismo: dalla grafica al design, dalla scenografia alla fotografia, dalla pubblicità alla moda e alla cucina.

Lo slancio del Futurismo supera la “museificazione” che sembra oramai avvolgere il pensiero nietzschiano e, come appare evidente nel romanzo africano “Mafarka le futuriste” del 1909, la Volontà di potenza è, nell’era iniziatasi con Marinetti, consustanziale alla centralità dell’uomo superumano e disumano. Questi, esaltato dall’afflato prometeico, raccoglie nell’intelletto la realtà che diviene per atti: a partire dall’impeto elettrico della corsa per mezzo della quale si disvela la natura di vettura-velivolo antropizzata che si innalza dagli abissi e si proietta nell’era della tecnica.

Diego Poli

Già professore ordinario, oggi Emerito, di Glottologia e linguistica presso l’Università di Macerata, dove negli anni 1990-96 ha ricoperto la carica di Preside della Facoltà di Lettere e filosofia. Dapprima Segretario e successivamente Presidente della Società italiana di glottologia (SIG), attualmente Poli è Direttore della Collana “Episteme” (Editrice il Calamo di Roma) e della “Rivista italiana di linguistica e di dialettologia” (Fabrizio Serra Editore, già I.E.P.I., di Roma - Pisa); autore di molti volumi, fra cui il recente “Bello” (Venezia, Marcianum Press, 2024) ha organizzato numerosi convegni fra cui, a Macerata, “I linguaggi del Futurismo”, di cui ha seguito anche la pubblicazione degli Atti (Macerata 2013).


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