Mercoledì 14 ottobre 2026 alle ore 19.00, allo spazio SPINA, inaugura la mostra Wunderkammer di Allegra Martin, curata da Andrea Tinterri e sostenuta da Galleria Indice.
Parma è una città che sembra custodire molte città contemporaneamente. Accanto all'immagine più riconoscibile, fatta di monumenti, memoria e rappresentazione, esiste un paesaggio più silenzioso, composto da margini, periferie, spazi di passaggio e luoghi che raramente diventano immagine.
Questo lavoro fotografico, realizzato in occasione della mostra, nasce dall'attraversamento della città senza l'intenzione di costruirne un ritratto celebrativo, ma di osservare le tensioni che la attraversano. Le fotografie mettono in dialogo contesti apparentemente lontani: le periferie e il centro storico, il parco della Fondazione Magnani Rocca, la collezione del MUST – Museo di Storia Naturale dell'Università di Parma come archivio di forme, classificazioni e tracce del vivente.
La presenza della collezione scientifica introduce un'ulteriore dimensione dello sguardo: quella della catalogazione, dell'osservazione e della conservazione. I reperti, sottratti al loro contesto originario e raccolti come strumenti di studio, raccontano una storia in cui la conoscenza nasce dall'atto di guardare, confrontare e mettere in relazione. In questo senso, la fotografia condivide con il museo una medesima tensione: entrambe costruiscono archivi del reale, selezionano, ordinano e rendono visibili connessioni che spesso sfuggono a uno sguardo distratto. Tra i reperti custoditi dal Museo di Storia Naturale, la meteorite di San Donnino, caduta nei pressi di Fidenza nel 1808, introduce una prospettiva ulteriore: quella del tempo cosmico. Giunta sulla Terra da uno spazio e da un tempo che precedono la storia umana, la sua presenza nel museo trasforma un evento naturale in memoria materiale, ricordando come ogni collezione sia anche il tentativo di dare forma e significato a ciò che eccede la nostra esperienza. La fotografia si confronta con questa stessa tensione: osservare, conservare e rendere leggibile il mondo attraverso le immagini.
Il progetto restituisce la complessità della città, lasciando emergere le continuità nascoste tra architettura, paesaggio, storia e natura. Ogni immagine diventa un frammento di un racconto aperto, in cui il tempo sedimentato della città incontra quello della trasformazione continua.
La fotografia diventa così uno strumento di conoscenza prima ancora che di rappresentazione: un dispositivo capace di interrogare il paesaggio, mettere sullo stesso piano ciò che normalmente viene percepito come distante e suggerire una lettura della città fatta di relazioni, stratificazioni e corrispondenze.
Allegra Martin (Vittorio Veneto, 1980) vive e lavora a Milano. La sua ricerca indaga le
trasformazioni del paesaggio contemporaneo attraverso la fotografia. Il suo lavoro è stato
esposto in Italia e all’estero e fa parte di collezioni pubbliche e private. È docente presso
il Politecnico di Milano, IED e IUAV.