Al via dal 14 novembre il Parma Film Festival, che festeggia la 29ª edizione con un ricchissimo programma di proiezioni, opere in anteprima, eventi speciali, restauri, presentazioni editoriali, premi, masterclass, focus sul cinema emiliano-romagnolo e tanto altro. La manifestazione - rinnovata nel 2018 e ormai inserita tra le più importanti rassegne di settore - è organizzata da Comune di Parma e Circolo del Cinema Stanley Kubrick, con il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Fondazione Monteparma e BPER, in collaborazione con Università di Parma, Fondazione Bernardo Bertolucci, Fondazione Anna Mattioli, e Film Tv come media partner.

È bello che Parma continui a essere un luogo in cui il cinema si guarda, si discute e si condivide, anche grazie agli incontri con registi, attori e studiosi. Gli omaggi a Visconti e Bertolucci, accanto alle opere e ai protagonisti del cinema contemporaneo, ci ricordano quanto il grande schermo sia ancora capace di raccontare il nostro tempo, di conservarne la memoria e di aiutarci a comprenderne le contraddizioni. Il Festival rappresenta un'occasione preziosa per avvicinare nuovi spettatori, a partire dai più giovani, e per rafforzare una tradizione culturale che appartiene alla città. Un risultato reso possibile dalla collaborazione tra le tante realtà coinvolte e dal sostegno della Regione Emilia-Romagna
ha dichiarato Lorenzo Lavagetto, Vicesindaco e Assessore a Cultura e Turismo del Comune di Parma.
Con piacere e soddisfazione Fondazione Monteparma rinnova il proprio sostegno al Parma Film Festival – ha dichiarato Angelo Vibi, Vice Presidente di Fondazione Monteparma – una manifestazione che accompagniamo da oltre vent’anni e che rappresenta ormai un appuntamento consolidato e identitario nella vita culturale della nostra città, nonché un importante punto di riferimento per il panorama cinematografico regionale e nazionale. Dal 2023 la collaborazione della nostra Fondazione con Parma Film Festival si è rafforzata con l’ospitalità del Premio Roberto Campari – scrivere di cinema, che anche quest’anno accogliamo con entusiasmo negli spazi di APE Parma Museo insieme ad altri due importanti appuntamenti, dedicati a Luchino Visconti in occasione del suo doppio anniversario, i 50 anni dalla scomparsa e i 120 anni dalla nascita. Sostenere il Festival significa per Fondazione Monteparma investire nella cultura come motore di crescita della comunità e contribuire a valorizzare il patrimonio artistico e culturale del nostro territorio.
Il Parma Film Festival torna con una 29esima edizione tutta da scoprire e si conferma l’evento cinematografico più importante del territorio parmigiano – afferma Primo Giroldini del Circolo del cinema Stanley Kubrick – avremo ospiti illustri del cinema italiano, da Gifuni alla Sandrelli, grandi anteprime, masterclass ed incontri di approfondimento, oltre a un doveroso omaggio a Visconti. La manifestazione, dal forte spirito legato al territorio ma dalla vocazione nazionale e internazionale, è un fiore all’occhiello per Parma, e ha aperto a tante collaborazioni e sinergie. Ringrazio partner istituzionali e sponsor che ci accompagnano in questa avventura e tutto il pubblico che insieme a noi riempirà le sale del D’Azeglio e dell’Astra.
L’Università di Parma da diversi anni contribuisce con entusiasmo alla crescita di Parma Film Festival partecipando attivamente alla costruzione del programma – aggiunge Sara Martin, Professoressa Associata di Cinema e nuovi Media digitali dell’Università degli Studi di Parma – le masterclass offrono agli studenti di tutto l’Ateneo preziose occasioni di incontro e dialogo con i professionisti del cinema, mentre le presentazioni editoriali valorizzano il lavoro di ricerca e il patrimonio culturale dell’Università. Tra queste, siamo particolarmente felici di presentare quest'anno il volume Ugo Mulas edito da Electa, primo passo di un progetto di riedizione dei cataloghi storici del CSAC. Un appuntamento a cui teniamo molto è anche lo storico workshop dei dottorati di cinema, organizzato insieme alla Consulta Universitaria del Cinema e a rendere possibile tutto questo è l’impegno del nostro gruppo di cinema composto da docenti, assegnisti e dottorandi, che da anni lavora con passione al Festival, insieme ai sempre più numerosi tirocinanti e volontari che partecipano all’organizzazione del festival in tutte le sue fasi.
Per Filiberto Molossi, giornalista e critico cinematografico della Gazzetta di Parma, - con un'edizione ricchissima di film in anteprima, ospiti e contenuti, il Parma Film Festival mai come quest'anno guarda al cinema come antidoto alla mediocrità dei tempi più bui: non fuga, evasione, dalla realtà, ma spiegazione e analisi della stessa, specchio in movimento dove riflettere e comprendere il nostro stesso disagio, le nostre incongruenze, i nostri desideri. Una lettura del presente - anche quando arriva dal passato - costante, scomoda, stimolante. Che riporta il cinema alla sua natura primaria di rito collettivo, dove riunirsi in una sala a ridere e piangere insieme a centinaia di sconosciuti è la cifra di uno spirito di comunità che non va perso, ma anzi riaffermato in ogni campo con forza. Perché se mancanza di empatia o rifiuto dell'altro sono malattie molto contemporanee e difficili da affrontare, il cinema è una cura che non ha mai smesso di funzionare.

TEMI E IDENTITA’, CON L’ICONICA SANDRA MILO SULL’ALTALENA DI FELLINI. UN RICORDO PER LUNATICI 

Ad ispirare il manifesto ufficiale - firmato dall’artista e designer parmigiano Luca Soncini - i paesaggi e le ambientazioni suggestive della Bassa e del fiume Po riviste in una sgargiante chiave pop: protagonista della scena una affascinante e misteriosa donna bionda su un’altalena, che rimanda all’onirica e iconica Fanny interpretata da Sandra Milo in Giulietta degli spiriti. Durante la manifestazione sarà ricordato con la proiezione di alcune sue bozze inedite anche Gerardo Lunatici, artista fortemente legato alla città e autore dell’identità visiva della scorsa edizione, improvvisamente scomparso lo scorso maggio. Tantissimi gli ospiti di questa edizione, che - sempre nel fil rouge della cinefilia - accontenta più palati indagando temi antichi e filoni di attualità: dagli omaggi ai grandi maestri del passato a questioni scottanti della contemporaneità, dal rapporto tra uomo e natura al legame indissolubile tra il cinema italiano e il territorio emiliano-romagnolo.

 

TANTE PROIEZIONI - CON STORIE CHE VIAGGIANO DALLA BRITISH COLUMBIA AL SAHARA OCCIDENTALE - BEN 8 ANTEPRIME, DA MUNGIU A ESCAFFRE/MULLER, FANTASY PER I PIU’ PICCINI E OMAGGI AI GRANDI MAESTRI VISCONTI, BERTOLUCCI E PERPIGNANI

Ben 8 le grandi anteprime - a partire dalla preapertura sold-out martedì 3 novembre alla presenza di Kasia Smutniak e il suo Mustang fino all’apertura di festival del 14 novembre con Fjord di Cristian Mungiu - realizzate in collaborazione con Fandango, BIM Distribuzione, MUBI, Teodora Film, Lucky Red e Wanted Cinema: Coward di Lukas Dhont, Rose di Markus Schleinzer, La venere elettrica di Pierre Salvadori, Il caso Marie Claire di Yvo Muller e Lauriane Escaffre, Il canto della foresta di Vincent Munier, Storie Parallele di Asghar Farhadi.

E per i più piccini spazio al fantasy con l’animazione di Wildwood - I segreti del bosco proibito (nei cinema italiani da ottobre con Notorious Pictures), diretto da Travis Knight e prodotto da LAIKA Studios: non solo il film in stop-motion più lungo mai realizzato ma un vero e proprio manifesto del lavoro cinematografico artigianale con cui il regista - che ha impiegato oltre 15 anni per realizzarlo - si discosta con fermezza dall’uso dell’intelligenza artificiale. 

Con le proiezioni viaggeremo inoltre fino alla British Columbia canadese con Custodi della Memoria - La natura al tempo del fuoco di Francesco Conversano e Nene Grignaffini (presenti in sala per incontrare il pubblico), doc dedicato alle testimonianze dei popoli indigeni e i racconti di chi ha vissuto il disastro ambientale degli incendi che tra il 2023 e il 2025 hanno devastato quasi 5 milioni di ettari boschivi, per arrivare al Sahara Occidentale e all’esilio forzato del popolo saharawi, con La leggenda del deserto di Elisabetta Giannini, alla presenza della regista, di Chiara Cacciani e Fatima Mahfud. Andremo in America latina con Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, che sarà presente alla proiezione, in cui si racconta il ritorno in Argentina del sopravvissuto Mariano Guerra per testimoniare al processo contro gli ex militari che lo torturarono durante la dittatura, per poi tornare sul territorio nazionale con La bolla delle acque matte di Anna Di Francisca, ambientato a Castelluccio di Norcia in un borgo devastato dal drammatico terremoto del 2016, in cui il sindaco (interpretato da Fausto Russo Alesi, che sarà presente al festival con Di Francisca), prova a non abbandonare il paese resistendo alle lungaggini della burocrazia e alle difficoltà della ricostruzione.

Non può mancare anche un doveroso omaggio al grande Luchino Visconti, nell’anno in cui si celebra il doppio anniversario dei 120 anni dalla sua nascita e dei 50 anni dalla sua scomparsa. In programma un convegno in due giorni nell’auditorium dell’APE Parma Museo alla presenza di Caterina D’Amico, Giorgio Treves, Stefano Patrizi, Umberto Berlenghini e Roberto Chiesi, con la proiezione di Le vie della recherche di Giorgio Treves e la presentazione del volume “Tutto Visconti” di Piero Spila e Jean A. Gili, edito da Gremese, con l’intervento dei curatori e di Tullio Masoni. 

 

PREMI A GILI, CAPRINO E ALLA SERIE PORTOBELLO ALLA PRESENZA DEL PROTAGONISTA GIFUNI. A CURA DELLA CINETECA DI BOLOGNA PREZIOSI RESTAURI, TRA CUI BELLISSIMA E LA LUNGA NOTTE DEL ’43, VINCITORE DEL PREMIO VENEZIA CLASSICI ALL’83ª MOSTRA DEL CINEMA 

Sarà conferito proprio a Jean A. Gili il Premio Roberto Campari 2026, giunto alla quinta edizione e realizzato con il sostegno di Fondazione Monteparma. Gili, critico e storico del cinema, è professore emerito all’Université de Paris I-Panthéon-Sorbonne. Ha collaborato a riviste cinematografiche ed è autore di numerose opere sul cinema italiano. Gili sarà presente anche all’incontro con Sandra Marti, dedicato alla proiezione del documentario Valerio Zurlini. Peintre des sentiments, dedicato al regista e sceneggiatore bolognese.

Tra i restauri a cura della Cineteca di Bologna - oltre a Bellissima, nell’ambito dell’omaggio a Visconti - sarà proposto anche il film vincitore del Premio Venezia Classici all’83esima Mostra del Cinema La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini, alla presenza della figlia Gloria Vancini e Mario Patanè, mentre non mancherà un omaggio anche a Bernardo Bertolucci con il celebre documentario del ’76 di Gianni Amelio Bertolucci secondo il cinema, che racconta il dietro le quinte del suo capolavoro Novecento, e al maestro italiano del montaggio cinematografico Roberto Perpignani, che interverrà insieme al regista Marco Chiarini e al montatore Cristiano Travaglioli, alla proiezione del documentario Roberto Perpignani. L’emozione dei tagli impropri.

E parlando di premi sarà conferito al popolarissimo attore del grande e piccolo schermo Guido Caprino (Noi Credevamo, Il regista di matrimoni, Fai bei sogni, L’arte della gioia, In the Hand of Dante, Il commissario Manara, I Medici) il Premio Maurizio Schiaretti 2026, dedicato al grande giornalista e critico cinematografico della Gazzetta di Parma, con la proiezione per l’occasione di Una storia, esordio alla regia di Anna Foglietta in cui Caprino è coprotagonista con Alba Rohrwacher.

Sarà Fabrizio Gifuni (Il capitale umano, Esterno notte, La scuola cattolica, Il tempo che ci vuole, L’amica geniale), invece - tra gli interpreti contemporanei più apprezzati del cinema, della tv e del teatro e protagonista anche di una esclusiva Masterclass dedicata a studenti e appassionati - a ritirare il Premio Miglior Serie TV per Portobello di Marco Bellocchio. La miniserie, basata sul libro di Enzo Tortora “Lettere a Francesca”, ha debuttato lo scorso febbraio su HBO e vede Gifuni protagonista - insieme a Barbara Bobulova, Gianfranco Gallo, Romana Maggiora Vergano - nei panni del conduttore vittima di uno dei più famosi casi italiani di malagiustizia.

 

PRESENTAZIONI EDITORIALI E MASTERCLASS D’ECCEZIONE CON COLLETTIVO EKI, ROY MENARINI, CARLO CRESTO-DINA E AMANDA SANDRELLI

Come da tradizione tante le presentazioni editoriali che arricchiscono la programmazione: dalla monografia curata da Pedro Armocida e Gabriele Gimmelli “Il cinema e oltre” (Marsilio) dedicata a Maurizio Nichetti - che presenterà con Gabriele Gimmelli il suo “Occhi aperti. L’avventura di un sognatore” (La nave di Teseo) e introdurrà la proiezione del suo film dell’’89 Ladri di saponette - al saggio “Monica Vitti” di Giulia Simi edito da Carocci, dalla riedizione a più di cinquant’anni di distanza di “Ugo Mulas” (Electa), a cura di Arturo Carlo Quintavalle, caposaldo nella vasta bibliografia su Ugo Mulas, uno dei grandi protagonisti della fotografia del ‘900, fino a “E’ un’impresa fare un film” (Einaudi) del produttore Carlo Cresto - Dina, fondatore di tempesta, protagonista anche di una masterclass.

 

E tra le masterclass - tra cui quella con Gifuni - appuntamenti imperdibili anche con l’Associazione Eki, rappresentata per l’occasione dalla direttrice della fotografia Camilla Cattabriga e dalla regista Caterina Biasiucci, con il docente, storico e critico cinematografico Roy Menarini e con l’attrice e regista Amanda Sandrelli, presente anche alla proiezione di Amori in corso di Giuseppe Bertolucci.

 

TORNA IL PREMIO ANNA MATTIOLI E IL FOCUS SUL CINEMA EMILIANO-ROMAGNOLO. GRAN FINALE CON LE NOTE JAZZ DI STEFANO BOLLANI

Si conferma inoltre la collaborazione tra Parma Film Festival e Fondazione Anna Mattioli con la terza edizione del Premio dedicato alla filantropa e imprenditrice parmigiana scomparsa nel 2022. Il concorso è rivolto a cortometraggi, documentari e opere audiovisive sul tema della cura dei bambini - in particolare quelli fragili per disabilità, deficit cognitivo o contesto sociale.  Sei i corti arrivati quest’anno in finale, a fronte di numerosissime iscrizioni, provenienti da Italia, Canada, Regno Unito e Kazakistan: A friend of Dorothy, di Lee Knight; Largo, di Salvatore Scarpa; Hatch, di Alireza Kazemipour; La via del girasole di Carlvin Cabiscuelas; Respira di Riccardo Chiappa; Son, di Zhanna Bekmambetova. A decretare il vincitore di questa edizione - durante la cerimonia di premiazione in programma sabato 21 novembre, una giuria presieduta dal neuroscienziato e docente dell’Università di Parma Vittorio Gallese, protagonista anche dell’incontro “Io e il cinema”.

Torna anche la rassegna Paesaggi in movimento: cinema d’Emilia-Romagna, che proporrà al pubblico del Parma Film Festival opere realizzate da autori legati al territorio, tra cui L’urlo di Camillo Bazzoni, Francesco Barilli. Il cinema e la follia di Luca Magri, La guerra di Yevhen del fotoreporter e documentarista parmigiano premiato e conosciuto a livello internazionale Marco Gualazzini, diretto a quattro mani con Daniele Bellocchio, Mondo Matto di Vincenzo Picone e Maddalena Tasca, ispirato al libro di Tito Pioli che racconta del “rivoluzionario” Mario Tommasini, attivista politico ed ex partigiano figura cardine della riforma psichiatrica in Italia, e i corti Non parlare con gli sconosciuti di Davide Borchini (Italia, 2026, 12’) e The Hoax di Gabriele Signani.

Tra gli appuntamenti conclusivi della manifestazione anche il workshop dedicato alle dottorande e dottorandi di cinema tenuto da CUC - Consulta Universitaria del cinema. Il gran finale è affidato alla proiezione di Tutta Vita, alla presenza della regista Valentina Cenni e del pianista e compositore Stefano Bollani. Il docufilm racconta una settimana di residenza artistica a Gorizia che ha riunito, con Bollani, alcuni tra i più importanti musicisti jazz italiani.

 

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Parma Film Festival - Invenzioni dal Vero è organizzato da Comune di Parma e Circolo del Cinema Stanley Kubrick. Con il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Fondazione Monteparma e BPER Banca. In collaborazione con Università di Parma, Fondazione Bernardo Bertolucci, Fondazione Anna Mattioli.
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